top of page

Filo conduttore. Omaggio a Maria Lai: quando la memoria diventa materia dell’arte contemporanea

  • 11 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Vi sono artisti che riescono a modificare profondamente il corso della storia dell’arte non soltanto attraverso la qualità della loro produzione, ma soprattutto perché introducono una diversa concezione del linguaggio artistico, ridefinendo il significato stesso della materia con cui operano. Maria Lai appartiene certamente a questa ristretta cerchia di protagonisti del Novecento italiano, poiché ha saputo trasformare il filo, il ricamo e la tessitura in strumenti di pensiero prima ancora che di rappresentazione, liberandoli definitivamente dalla loro funzione esclusivamente artigianale e consegnandoli alla dimensione della ricerca estetica contemporanea.


La locandina ufficiale della mostra Filo conduttore. Omaggio a Maria Lai, ospitata presso il Liceo Artistico “Secusio” di Caltagirone.
La locandina ufficiale della mostra Filo conduttore. Omaggio a Maria Lai, ospitata presso il Liceo Artistico “Secusio” di Caltagirone.

Oggi, a distanza di anni, appare evidente come la sua opera abbia anticipato molte delle riflessioni che attraversano l’arte del XXI secolo, dove il recupero della manualità, della memoria e della relazione assume un ruolo sempre più centrale all’interno del dibattito internazionale. È proprio da questa consapevolezza che nasce Filo conduttore. Omaggio a Maria Lai, la mostra curata da Gianna Panicola, promossa da Scalamatrice33 e ospitata negli spazi del Liceo Artistico “Secusio” di Caltagirone, in programma dal 17 luglio al 6 settembre 2026, un progetto che non si limita a ricordare una delle figure più autorevoli dell’arte italiana del Novecento, ma sceglie di interrogare la vitalità della sua eredità culturale attraverso il dialogo con il presente.


Le ricerche di Ilde Barone, Grazia Inserillo, Danila Narcisi e Gaia Schillaci costituiscono infatti il punto di partenza per una riflessione più ampia sul ruolo che l’arte tessile contemporanea occupa oggi all’interno della scena artistica, dimostrando come il filo continui a rappresentare uno dei dispositivi espressivi più efficaci nel raccontare la memoria, l’identità e la costruzione delle relazioni umane. Il valore del progetto curatoriale consiste proprio nell’aver evitato qualsiasi tentazione celebrativa, preferendo costruire un confronto aperto con il pensiero di Maria Lai, la cui lezione continua ancora oggi a generare nuove possibilità interpretative.


Negli ultimi anni la Fiber Art ha conquistato uno spazio sempre più significativo all’interno del panorama internazionale, contribuendo a superare quella distinzione, ormai ampiamente superata dalla critica, tra arti maggiori e arti applicate. Ciò che un tempo veniva relegato alla dimensione del sapere artigianale è oggi riconosciuto come un linguaggio capace di affrontare questioni fondamentali della contemporaneità, dalla memoria individuale alla costruzione dell’identità, dal rapporto con il territorio alla trasmissione dei saperi. In questo percorso la figura di Maria Lai occupa una posizione assolutamente centrale, avendo compreso con straordinario anticipo che il gesto del cucire potesse trasformarsi in una forma di scrittura, di relazione e di conoscenza.


Maria Lai con una sua opera
Maria Lai a New York con la grande installazione di Antonio Marras per la mostra a lei dedicata

È proprio questa la chiave di lettura che rende particolarmente interessante Filo conduttore. Omaggio a Maria Lai, poiché la mostra non invita il pubblico a riconoscere analogie formali con il lavoro della grande artista sarda, ma suggerisce una riflessione sul significato più profondo della sua ricerca, dimostrando come un’eredità artistica rimanga realmente viva soltanto quando continua a produrre nuove domande e non semplici imitazioni. L’insegnamento di Maria Lai, infatti, non consiste nell’aver codificato uno stile, ma nell’aver restituito dignità poetica a un gesto ancestrale, trasformando il filo in un autentico linguaggio della contemporaneità.


Particolarmente significativa appare anche la scelta del Liceo Artistico “Secusio” quale sede della mostra. In un tempo nel quale la formazione artistica è chiamata a confrontarsi con linguaggi sempre più immateriali, riportare al centro il valore del fare manuale assume il significato di una precisa scelta culturale, ricordando come la manualità non rappresenti un momento subordinato all’idea, bensì il luogo nel quale il pensiero prende forma e si organizza attraverso la materia. Non è difficile riconoscere, in questa decisione, una profonda coerenza con la poetica di Maria Lai, che ha sempre attribuito all’esperienza educativa e alla trasmissione del sapere un ruolo fondamentale all’interno della propria ricerca.


L’inserimento della mostra all’interno delle celebrazioni per il decennale di Scalamatrice33 conferisce inoltre all’intero progetto un ulteriore livello di lettura, poiché suggerisce una riflessione sul ruolo delle realtà culturali indipendenti nella costruzione del pensiero contemporaneo. Celebrare un anniversario attraverso un’esposizione dedicata all’eredità di un’artista significa infatti affermare che il compito di chi opera nella cultura non consiste esclusivamente nell’organizzazione di eventi, ma nella capacità di creare connessioni tra passato e presente, tra ricerca e territorio, tra memoria e nuove generazioni.


Più che una mostra celebrativa, Filo conduttore. Omaggio a Maria Lai si presenta dunque come un’occasione di riflessione sul significato stesso dell’arte contemporanea e sulla capacità di alcuni linguaggi di attraversare il tempo senza perdere la propria forza espressiva. Il filo, nella lezione di Maria Lai, non unisce soltanto tessuti, ma persone, luoghi, esperienze e culture differenti, ricordandoci come ogni autentica opera d’arte nasca sempre dalla possibilità di costruire relazioni e di trasformare la memoria in una forma di conoscenza condivisa.



info


Inaugurazione

Venerdì 17 luglio 2026, ore 18:30

Periodo espositivo

Dal 17 luglio al 6 settembre 2026


Orari di apertura

Dal lunedì al venerdì

9:00 – 13:00


Mostra

Filo conduttore. Omaggio a Maria Lai

Artiste

Ilde Barone, Grazia Inserillo, Danila Narcisi, Gaia Schillaci

A cura di

Gianna Panicola

Ideazione e organizzazione

Giuseppe Cona per Scalamatrice33

Sede

Liceo Artistico “Secusio”

Via dei Greci, 31 – Caltagirone


GCC

GIUSEPPE CARLI

Critico d'arte, curatore, autore e ricercatore in arte contemporanea e cultura visuale

subdiale@gmail.com

© 2025 Giuseppe Carli Critic

Social

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
bottom of page